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E hanno ancora il coraggio di parlare

E hanno ancora il coraggio di parlare

E’ il momento che possono tirare un po’ sù il crestino, passato lo spavento e l’essersi cagati addosso fino a qualche ora fa.
Ci sta, è il Calcio, il menaggio, è l’essere tifosi. D’altronde se non tirano un po’ sù il crestino adesso, quando mai li senti, visto che quando le cose vanno male o son nella merda spariscono come topi nelle fogne.
Quindi adesso è il loro momento e bisogna capirli, è giusto che si sfoghino un po’ dopo anni di Viperetta, prese per il culo, sputtanamenti nei loro confronti da parte del loro presidente, figure di merda televisive e a livello nazionale, e varie ed eventuali, come si dice per le assemblee di condominio.
Adesso è il loro momento dicevo e hanno modo di sfogarsi un po’ dopo tanta merda e papeate di merda prese sulla faccia.
Certo che però ci vuole un bel coraggio a parlare di certe cose e a tirare fuori certi argomenti, ma non c’è da stupirsi, sono sampedoriani mica per niente, miga pe ninte.
Perchè vedete, fossero che so interisti, romanisti o comunque tifosi di squadre che la B l’hanno mai vista o frequentata solo di striscio li si capirebbe anche, ma parla gente che in Serie B c’è stata eccome e l’ultima volta non era negli anni 50.
E c’è stata pure per merito di due loro idoli, cioè con cognomi importanti, ricchi, di cui uno addirittura paragonato a un Principe Rinascimentale, al non plus ultra dell’imprenditoria, della classe, dell’onestà, un vero Galantuomo insomma, visto che così era definito da tutti a livello mediatico.
Praticamente sono andati in B ieri, non 50 anni fa.
E noi andremo a giocare a Bolzano, in Sud Tirolo e per questo presi per il culo, ma presi per il culo da chi.
Da chi dieci anni fa è andata a giocare a Gubbio, non a Monaco di Baviera.
Cioè sei andato a giocare a Gubbio ieri e mi rompi i coglioni a me che andrò a Bolzano?

Bisogna capirli e lasciarli sfogare dopo anni di Viperetta e figure dimmerda. Ci sta.
Ci sta un po’ meno se parlano di Serie B come un esame da loro superato con nonchalance, come un semplice incidente di percorso e superato brillantemente da una grande squadra e con merito.
Col cazzo.
Perchè se non era per arbitraggi particolarmente favorevoli… e chissà che altro, quelli che parlano di B per il Genoa, in B forse ci sarebbero ancora adesso.
Ed è per via del solito loro culo scandaloso che son venuti sù e che han potuto menarcelo in questi anni.
Meritata la Serie A sto cazzo.

Perchè questo è quello che è successo: squadre che hanno fatto 80 punti son rimaste in B e chi c’è andato invece?
Chi ne ha fatti 67. Cioè loro e il loro solito culo. Cose mai viste oltre che ingiuste.
Ma questi sono loro ed una vita che fottono qualcuno e trassano risutati. E gli va sempre bene.

Quindi cari cacirri, godetevelo e gustatevelo questo momento. E’ giusto e vi capiamo perfettamente.
Occhio però, perchè se non andate giù adesso magari sarà un po’ più avanti.
Sapete cosa è la cabala nel calcio no?

I genovesi navigano con qualche difficoltà in classifica e oltre ai problemi di rendimento sul campo giocano anche contro due inquietanti maledizioni…

Lorenzo Topello

Questione di cabala. C’è chi la teme e chi la ignora. Ma una cosa è certa: nel calcio i numeri tornano spesso prepotenti e beffardi. E se c’è una squadra più di tutte legata alla cabala, questa è forse la Sampdoria.

Quint’ultima in classifica, la formazione genovese si è resa protagonista di un percorso assai complicato in questa Serie A. A remare contro la squadra di Giampaolo ci sono i non esaltanti rendimenti soprattutto sul piano difensivo, oltre ad una statistica inquietante.

I blucerchiati infatti hanno un pessimo rapporto con il 22, l’anno in cui ci stiamo per addentrare, quello in cui, a maggio, la stagione di Serie A emetterà i suoi verdetti. I tifosi della Samp lo sanno bene: non sarà una salvezza scontata come accaduto nelle ultime annate. Il tutto per colpa di una maledizione. Anzi, due.

I blucerchiati sono retrocessi in Serie B quattro volte nella loro storia: nel ’66, nel ’77, nel ’99 e nel 2011. Quattro retrocessioni in anni “gemelli” ovvero con le ultime due cifre identiche. E siamo entrati nel 2022…

Non solo. La maledizione forse più inquietante che aleggia sui doriani riguarda la data in cui termina il campionato. In tre retrocessioni su quattro (quelle del 1966, 1977 e 2011), la Serie A si chiudeva il 22 maggio, la stessa data in cui terminerà questo campionato.

Buona fortuna cacirrones, siete già salvi ma il 2022 non è ancora finito.
Noi intanto ci facciamo la nostra Serie B come del resto abbiamo fatto un casino di volte.
Anche la C e due volte.
E siamo sempre e ancora qui.
Ad insegnarvi cosa vuol dire amare una squadra e a tifare.
Since 1893.
Rumente.

 

 

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