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Garrone ha venduto la Sampdoria a Ferrero

Garrone ha venduto la Sampdoria a Ferrero

Per fare dei raffronti, bisogna solo aspettare, bisogna che le cose accadano e su uno stesso argomento.
In questo caso il calcio, il mondo del pallone, per come la vedo io, un’industria prossima all’implosione, perché di industriale non c’è assolutamente nulla se non un eventuale divertimento o passatempo da offrire a delle folle che non sono nemmeno più tanto oceaniche. Comunque qui parlerò di due compagini calcistiche che si dividono, quasi equamente, una piazza e che con i loro presidenti fan parlare una città, dai Caruggi al Righi, da Nervi a Voltri e sulle cui sorti tutti siamo legati come una patella allo scoglio. Prima che Preziosi cedesse il Genoa (vedi il comunicato ufficiale odierno) la Sampdoria era già stata ceduta da Edoardo Garrone a Massimo Ferrero e non mi si dica che bisogna aspettare Ferrero perché la Sampdoria venga venduta, come io non ho mai pensato che Dalla Costa abbia passato la mano a Preziosi nel Genoa al Tribunale fallimentare di Treviso, di mezzo c’è stato il fu Scerni che ha pensato bene di cedere il Genoa a Dalla Costa, e dal mio punto di vista, certi intermediari, bisognerebbe non esistessero nemmeno, ma sia Edoardo Garrone che il fu Gianni Scerni, ne hanno fatto uso. Ma le voci contro in città, e da parte di quella Genova dei salotti para industriali, economici, finanziari, politici e mass mediali, si sono sempre levate contro Dalla Costa, Preziosi e Massimo Ferrero. Edoardo Garrone e il fu Gianni Scerni restano intoccabili, quel mondo salottiero, li protegge, se li coccola. Oggi però è successa una cosa che scardina, una cosa peggio di quando Preziosi è andato a Treviso e ha preso il Genoa tecnicamente fallito e che già allora aveva creato del trambusto salottiero, visto che a fari spenti in Città, qualche genovese e genoano di buona famiglia stava aspettando che il Genoa fallisse per rilevarlo a zero e farne il suo giardinetto privato di rappresentanza. Il Genoa, con la cessione di oggi, ha dimostrato che si può passare di mano una squadra di calcio con l’obiettivo nemmeno tanto velato di voler crescere, in un panorama locale che rappresenta per eccellenza una decrescita infelice, dai giovani in fuga e da un incremento impressionante di nonni rimbambiti come me. Così il villano Preziosi, l’avellinese giocattolaio, arrivato a Milano nel 1965 con la valigia di cartone legata con lo spago, quello che la “q” trasforma in “g”, il foresto che più foresto non si può, pieno di debiti, ha ceduto il Genoa, non ad un alias di Dalla Costa, ma ad un Fondo che ha tutto l’interesse di far crescere l’investimento, mentre Edoardo Garrone, resterà alla memoria di tutta la Città che pensa e che ragiona, come colui che ha ceduto la Sampdoria a Massimo Ferrero e che oggi la Sampdoria si trova custodita in un Trust a garanzia di due concordati sotto esame per due Società di proprietà di Massimo Ferrero. Che sia di monito per questa Città, il giudizio va dato alla fine e chi oggi già si atteggia nei confronti del Fondo, si faccia un esame di coscienza prima di parlare, perché non c’è tradizione, orgoglio e storia, se non si ragiona, ma solo invidia e presunzione. Alé GenuAAAAA

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IL LANTERNONE di Boccanegra

Pensionato, libero pensatore, nulla facente, amante dei cantieri dove poter suggerire agli operai il modo migliore per intervenire in tubature guaste e porvi rimedio, senza per questo essere brutalmente insultato. Se avanza tempo dipingo e scrivo brevi post su Faccialibro per amici trovati in rete, no perditempo

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