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genovesi e pure genoani

genovesi e pure genoani

No, quella g scritta con la minuscola non è un errore, poichè per me, ci sono i Genovesi, ovvero quelli di un tempo e tra l’altro grandi Imprenditori e i genovesi, cioè coloro che vivono o abitano a Genova. E che nove su dieci appunto hanno nulla a che fare con i Genovesi.

Stamattina volevo scrivere un post sul solito modo della stampa di trattare quelli là e il Genoa, ma non volevo essere troppo ripetitivo.
Del resto basta guardare Il Lavoro Repubblica per rendersene conto: per il Genoa sempre e solo incubi e problemi, per quelli là invece tutto entusiasmo e con tanto di foto a corredo, come se avessero vinto la Champions e non fossero invece nella merda fino al collo.
Collo, perchè oggettivamente non sono ancora arrivati ad averla alla bocca o peggio al naso.

Ditemi che non è vero, perchè se uno arrivasse da Marte, leggendo il giornale capirebbe di una sampedoria messa benissimo e che viaggia da dio e un Genoa in piena merda, poveraccio.
Tra l’altro, piccola nota a margine, se si è nominato e finalmente un advisor e con lo scopo di trovare qualcuno che comperi la sampedoria, a casa mia vuol dire che ad oggi c’e un cazzo di nessuno che la vuole comprare.
Altro che gruppi anglosassoni, arabi o nepalesi. Che nessuno esclude possano anche arrivare, ma in futuro comunque.

Quindi soliti discorsi, solita compagnai di giro, soliti incubi e problemi per il Genoa, solito Mondo Incantato per quelli là.
E allora evito persino di sbattermi e approfitto di un post scritto da un caro amico.
Lo copio, lo incollo e lo condivido. In tutto e per tutto.
Cari genovesi.

Caro Solenghi, un mio caro amico dice come me: “risiedo a Genova, ma vivo altrove”, e vivendo altrove non vedo niente all’orizzonte che mi faccia temere sul Genoa, continuo a constatare che dopo gli anni ’70 questa città continua a dibattersi e rotolare nel suo brodo, incapace di scatti, ma succube delle solite prebende romane, gestite alla belle e meglio dai soliti noti che pur cambiando casacca, soldi loro e veri, non ne mettono. Certo la B disturba e vederli gasati rifare la A, può far girare i coglioni, ma a me non turba, non tange, ho dalla mia o dalla nostra il culo e finalmente, un progetto che non guarda al breve, ma al lungo (30/40 anni), un po’ come nel 1893, quando il Genoa è stato fondato e in Italia il calcio non c’era ancora. Questi hanno liquidità, dimostrano di avere idee innovative, organizzano un network calcistico internazionale, composto da squadre di blasone e seguito di tifosi, e mi dovrei preoccupare della Lazard come advisor per la Sampdoria (che non è aver trovato l’acquirente), della diga del Porto, del waterfront alla Fiera, del prolungamento della pista aeroportuale, degli Erzelli, della teleferica per arrivare agli Erzelli e quella per il Righi, del tunnel sotto il Porto, della Gronda, del Galliera, del Gaslini, dell’autoparco al San Martino, della vendita della villa Coppedè della Fondazione Gaslini, del restauro di Galleria Mazzini. Che investano, che facciano, che sudino a studiare il modo di attirare giovani a venire a Genova, meravigliosa città impestata da vecchi scoreggioni alla Spinelli, dove risiedere, ma non vivere.
In alto i cuori e forza Genoa sempre sempre sempre
Beppe Ravazzolo.


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