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La Sfera genovese

La Sfera genovese

Con l’avvento del Fondo 777 Partners, il Genoa è ufficialmente uscito dalla sfera genovese, lo si leggeva ieri, con un intervista di Minella su la Repubblica di Genova IL LAVORO, fatta a Beppe Costa che si occupa dell’Acquario di Genova ed è AD di Saar, ma quel che più conta per Minella, chiedendo di calcio, è il fatto che Beppe Costa, sia anche Presidente della Luigi Ferraris srl, società partecipata equamente da Genoa e Sampdoria e che ha l’impegno di gestire l’impianto del Ferraris, apportando anche migliorie. E’ palpabile l’insistere, da parte dell’intervistatore, su cosa potrebbe accadere al Ferraris, insomma secondo Costa: cosa hanno in mente di fare gli americani sullo Stadio? Purtroppo Costa si sfila, non può entrare nello specifico, anche perché è sì Presidente, ma non operativo e anzi chiarisce che i Fondi, non speculativi: “”sono pronti ad investire perché la prima cosa che guardano è l’indebitamento lordo rispetto al margine operativo lordo, capiscono se c’è la possibilità di ripagare quel debito””. Detto in soldoni potrebbero far due conti di quanto il Genoa ha finora investito nel Ferraris e di quanto s’è indebitato sul fronte Stadio e su una gestione che è divisa al 50% con la Sampdoria. Così, a me che son genoano, al di là che la 777 Partners abbia comprato il Genoa, par di capire possa investire dove il Genoa non ha mai direttamente investito, aumentando il disagio tra quella classe benestante genoana e doriana che ci tiene a tenere per le palle le squadre genovesi. Ma purtroppo è successo, come fosse esplosa la sfera di Piano, spandendo nell’aria quell’umido mellifluo che da sempre aleggia nel cervello di quella classe benestante genovese, e che da sempre ritiene Genoa e Sampdoria, feudi intoccabili. Diciamo che il Genoa si era già parzialmente affrancato dalla morsa di questi fini cervelli “benestanti”, nel momento in cui la Fondazione Genoa ha pensato giusto e doveroso, ritornare, facendosela pagare, la quota del 25% del Genoa a Preziosi e già quello poteva far intuire quanta forza economica potessero far valere i genoani genovesi della Genova “bene”, non riuscendo a ripianare le perdite in capo alla quota detenuta con il 25%. Resta quindi quella curiosità di bottega, manca l’informazione da dentro, s’interpella Beppe Costa, l’unico industriale genovese legato al Genoa dal tifo, ma che come me preferisce che del Genoa e della sua gestione, se ne occupino gli americani e che investano o no nello Stadio L. Ferraris, freghi assolutamente niente, ma perché di base ne è all’oscuro, o che forse sotto sotto, come il sottoscritto, non veda l’ora che il manufatto in questione, diventi tutto del Genoa e che la Sampdoria diventi ospite sia in città che allo Stadio. Ciao ciao sfera genovese e buon proseguimento di sangue marcio, alitosi e travasi di bile.

Circa l'autore

IL LANTERNONE di Boccanegra

Pensionato, libero pensatore, nulla facente, amante dei cantieri dove poter suggerire agli operai il modo migliore per intervenire in tubature guaste e porvi rimedio, senza per questo essere brutalmente insultato. Se avanza tempo dipingo e scrivo brevi post su Faccialibro per amici trovati in rete, no perditempo

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