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Stadio Ferraris, insisto

Stadio Ferraris, insisto

Insisto per tre motivi.
Uno, vedo la possibilità che il Luigi Ferraris che non a caso non si chiama Rocco Fotia, possa ritornare ad essere del Genoa.
Due, proprio per questo, vedo o meglio avverto in Città un sano terrore da parte di alcuni.
Tre, avete rotto i coglioni con la storia che quello è il vostro campo, il vostro stadio.
Se per vostro, intendete della squadra per la quale simpatizzate.
Io non discuto sul vostro credere di avere una squadra che tutto il mondo vorrebbe avere come propria, non discuto della straordinaria bellezza che emana da essa e da quei colori provate ad andare a una serata di gala o soltanto ad una semplice cena o festa di compleanno vestiti così e poi mi dite il successo che avrete perchè sono vostre convinzioni e supportate da nessun tipo di riscontro oggettivo. Ma se si parla di Stadio Luigi Ferraris, si parla di Storia e i riscontri ci sono eccome.

E allora per cercare di farvelo minimamente capire, copio e incollo quattro righe scritte dall’amico Francesco Venturelli.
Caienna o non Caienna tra l’altro quando sento questo nome a me viene in mente solo il Film Papillon quel terreno era del Genoa.
Punto. Era di genoani che lo hanno lavorato col sudore della loro fronte. Punto. Quello che allora era l’embrione di uno Stadio moderno, lo hanno tirato sù i genoani. Punto.
E lo Stadio Ferraris non è della sampedoria.
Fine.
E se si può pensare che sia ANCHE della sampedoria è per il semplice fatto che come al solito col Genoa c’entrano il Fascismo e i fascisti.
E se non si è completamente privi di cervello lo si capisce benissimo che il Genoa ai fascisti e al Fascismo è mai stato simpatico.
Semmai sono state altre squadre, semmai sono altri, che hanno ricevuto simpatie dai fascisti.
O comunque da un potere che aveva ancora tracce di fascismo al suo interno.
E che ha tuttora.

Per questo che obbligo nessuno e pretendo nulla,  per carità ci mancherebbe altro, ma mi piacerebbe tanto tanto tanto che quel Campo ritornasse al legittimo proprietario. Ai suoi legittimi proprietari: Il Genoa 1893 e i suoi tifosi.
Anche quelli e soprattutto quelli che ci guardano da Lassù.
Sempre Alè Genoa.

Lo stadio era del Genoa.
Nel 1910 per livellare il terreno c’è stata anche l’opera dei Soci genoani che dopo l’orario di lavoro, andavano in via del Piano e si davano da fare con carriole, picco e pala. Tutto documentato eh!.
Il terreno dello stadio era roba nostra, anche in questo senso: i genoani di quei tempi ci hanno messo personalmente il loro lavoro, A GRATIS, per pura passione.
Quella terra è la “nostra” terra. Nessuno potrà mai farlo dimenticare. Intere generazioni di genoani -e solo di genoani- in quello stadio hanno gioito, sofferto, hanno vinto gli ultimi tre campionati, ci hanno passato la vita. Se qualcuno pensa che possiamo dimenticarlo, sbaglia di grosso.
Poi il regime fascista ha stabilito che tutti gli stadi italiani dovessero essere comunali, e anche lo stadio del Genoa è passato al Comune.
Ma continuava a giocarci il Genoa.
Le squadre cittadine minori, una volta giocavano a Villa Scassi o al campo di Cornigliano. Che c’era ancora negli anni ’50. E il Bar del palazzo d’angolo su via S. Giovanni d’Acri, la strada che portava al campo, si chiama tuttora Bar Stadio.
Poi nel dopoguerra, è nata la Sampdoria in circostanze decisamente conflittuali, tanto è vero che una parte dei Soci della Sampierdarenese, che era più antica dell’Andrea Doria -e con la quale, va detto, non c’erano mai stati scontri con la tifoseria del Genoa- rifiutarono orgogliosamente la fusione e fondarono la Sampierdarenese 46.
Perché la Sampdoria 1946 non è andata a giocare sul campo di Cornigliano dove, per esempio, aveva giocato negli anni ’30 il Liguria?
Perché qualcuno ha deciso di mandarla a giocare sul campo del Genoa, sia pure diventato Comunale, ma sempre del Genoa?
Adesso ci sarebbe l’occasione per rimettere le cose a posto.
Visto che i 777 hanno la disponibiltà economica, che comprino il terreno facendolo tornare di proprietà del Genoa!!! Come era sempre stato, fino all’imposizione del regime fascista che lo aveva tolto al Genoa, legittimo proprietario, per darlo al Comune.

Possiamo sperare di veder finalmente cancellato quel torto subito tanti anni fa e mai dimenticato?

 

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